lunedì 24 giugno 2013

Il Faro della Vittoria , Strada del Friuli, 141


                                                                   Faro della Vittoria ....


 Opera dell'architetto triestino Arduino Berlam e dello scultore Giovanni Mayer, il bianco "Faro della Vittoria" illumina il Golfo di Trieste ed al contempo funge da monumento commemorativo dei caduti in mare durante il I conflitto mondiale come testimonia l'iscrizione "Splendi e ricorda i caduti sul mare".
 L'idea di costruire un faro nacque nel 1918: esso, immaginato altissimo, doveva dapprima collocarsi su Punta Salvore.
Soltanto in seguito la Lega Navale ed il Comando della Difesa Marittima preferirono l'attuale collocazione, sul Poggio di Gretta, a 60 m sul livello del mare, in corrispondenza del bastione rotondo dell'ex forte austriaco kressich (1854-1857).
 Il progetto presentato dal Berlam fu approvato il 20 gennaio 1920.
I lavori iniziarono nel febbraio 1923 e si conclusero il 24 maggio 1927, con una cerimonia di inaugurazione a cui prese parte l'allora Re d'Italia Vittorio Emanuele III.
 Il faro è costituito da un ampio basamento comprendente anche il bastione del preesistente forte austriaco ed è ricoperto di pietre di origine locale.
Il rivestimento in pietra d'Istria, il cui spessore varia dai 60 agli 80 cm, venne posto in opera simultaneamente alle calate di calcestruzzo e, durante l'esecuzione, si fece spesso uso di modelli in gesso, anche di singoli dettagli.
 Sopra la colonna monumentale vi è un "capitello" a sostegno della "coffa", così chiamata in chiari termini marinareschi, in cui è inserita la lanterna, la cui gabbia è realizzata in bronzo e cristallo, coperta da una cupola in bronzo con decorazioni a squame.
All'apice della cupola svetta la statua in rame della Vittoria.
 La parte ornamentale è completata dalla figura del marinaio sotto la quale venne collocata l'ancora del cacciatorpediniere Audace (la prima nave italiana che entrò nel porto di Triese il 3 novembre 1918).
Ai lati dell'ingresso al faro vi sono invece due proiettili, anch'essi dono del Ministero della Marina.
Oggi il faro, nella sua modesta bellezza, rappresenta uno dei simboli della città.