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lunedì 18 maggio 2020

A due passi da casa , Lipica



#11  Briciole di Storia 

 La storia di Lipica è strettamente collegata alla storia degli Asburgo, che per 650 anni regnarono in gran parte dell'Europa durante l'età barocca. 
I cavalli – il modello di cavallo ideale era quello spagnolo - a quel tempo rappresentavano una risorsa di importanza strategica e, conseguentemente, gli Asburgo dedicarono sempre grande attenzione a questi animali.

Proprio in ragione delle notevoli similitudini tra il Carso e la Spagna, sotto il profilo ambientale e climatico, l'arciduca Carlo decise di collocare proprio a Lipica l'allevamento dei cavalli per la corte. Nel 1578 sceglie l’abbandonato castelliere di Lipica, appartenuto ai vescovi di Trieste, quale luogo per insediare l’Equile di Lipica destinato all’allevamento di cavalli per la corte imperiale.

Il 19 maggio 1580 l’arciduca Carlo sigla il contratto di compravendita per l’acquisto della proprietà di Lipica.

〰️💞 Un posto magico , durante il giorno si possono vedere le mamme al pascolo 

 ℹ Una curiosità,  i cavalli Lipiziani alla nascita sono neri , per poi diventare da adulti bianchi  

                                 Li adoro 💞 @Lorena 

venerdì 26 luglio 2019

Vi siete mai chiesti da dove viene una spugna?



Vi siete mai chiesti da dove viene una spugna? Quella naturale, ovviamente, quella che rende la pelle meravigliosa!

Durante i Sabati Muggesani potrete scoprirlo visitando l’antico Spugnificio Rosenfeld che dal 1896 lavora le spugne naturali in modo artigianale per poi venderle in tutto il mondo. Questa visita ti offre  un’esperienza unica per tuffarti in una sorta di viaggio nel tempo alla scoperta di un artigianato che mantiene viva la tradizione – tramandata di padre in figlio – nel totale rispetto della natura.

La spugna è un essere marino che vive soprattutto sui fondali, si nutre filtrando l’acqua e trattenendo l’alimento e può avere forme incredibilmente diverse: nel mondo ne esistono oltre 9000 specie.

La visita guidata allo spugnificio ti porterà nel laboratorio dove verranno illustrate le varie tipologie di spugne e spiegata la loro selezione commerciale per qualità e dimensione. Visiterai poi il reparto di confezionamento dove potrai toccare con mano le varie qualità di spugne di mare e di praticare in prima persona l’antica operazione di
“rifilo a forbice” guidato da un esperto del settore.

Potrai infine conoscere la storia dello Spugnificio Rosenfeld e ammirare l’esposizione della collezione privata di spugne nella sala di rappresentanza.

La visita è indicata per adulti e bambini, per immergersi con l’immaginazione sui fondali marini e scoprire i segreti delle spugne che fin dai tempi dei romani sono stati studiati.

Informazioni utili

Ritrovo e accoglienza alle ore 10.30 presso l’ingresso dello Spugnificio Rosenfeld dove potrà essere effettuato il pagamento della quota di partecipazione. E’ prevista la prenotazione al fine di poter confermare la visita. E’ possibile richiedere una visita guidata al di fuori degli orari prestabiliti per gruppi di minino 10 persone.

Le date dei Sabati Muggesani

29 Giugno, 27 Luglio, 31 Agosto, 28 Settembre

Tratto dal sito ⤵️

Per maggiori informazioni https://muggia.green/cose-da-fare/

lunedì 15 luglio 2019

L'ultima spiaggia d'Europa divisa da un muro



                                         La Lanterna


 

A Trieste resiste l'ultima spiaggia divisa di tutta Europa: la Lanterna, chiamata più comunemente "Pedocin", è uno stabilimento balneare in pieno centro che conserva ancora oggi le regole del pudore di quando nacque sotto il dominio austriaco, più di un secolo fa.

mercoledì 8 agosto 2018

Trieste HopTour è il nuovo servizio di trasporto turistico

⊙Il bus parte ogni giorno dal molo Audace e ha 5 corse al giorno
Partenze dal molo Audace alle 10.00, 12.15, 14.00, 15.45, 17.30).

⊙ I turisti possono scendere e salire dal bus e riprendere la corsa successiva.

⊙Il biglietto dura 24 ore ed il costo è sempre di 11€ a persona (poi ci sono altri prezzi per ragazzi, famiglie e gruppi).

In allegato  le foto della mappa che vengono offerte  ai turisti con il percorso del bus e tutte le informazioni riguardanti i prezzi, orari, fermate e altri tour che vengono organizzati durante la settimana.

Per ulteriori informazioni siamo a disposizione oppure visitare il sito  www.hoptour.it

venerdì 13 luglio 2018

IRON MAIDEN TOUR 2018 , Piazza Unità d'Italia

IRON MAIDEN TOUR 2018  a Trieste
Ore 21.00 Piazza Unità d' Italia

         ORARI:
12.00 - Apertura biglietteria
15.00 - Apertura porte
17.30 - Support act

Gli Iron Maiden, dopo il successo mondiale dell’album e del tour “The Book of Souls”, tornano on the road con un nuovo spettacolare tour dal titolo “Legacy Of The Beast European Tour”.

Un nuovo straordinario viaggio musicale per la band che ha fatto la storia del genere heavy metal, che vedrà solo due esclusivi concerti in Italia, a Milano e, per l’unico appuntamento nel Nordest, a Trieste, in Piazza Unità d’Italia, il prossimo 17 luglio.

L’idea del “Legacy of The Beast European Tour” è nata dal video gioco e dal libro di fumetti legati alla band che prendono lo stesso nome.
Anche il design spettacolare del palco e la produzione in generale vedranno molte novità, inoltre la set list riprenderà molti brani degli anni ’80 con una bella manciata di nuovi pezzi.

Uno spettacolo memorabile !!!

I biglietti saranno acquistabili online sul circuito Ticketone 

Tutte le informazioni e i punti vendita

su      www.ticketone.it e www.azalea.it

martedì 10 aprile 2018

PortoPiccoloSpa by Bakel


Ed eccomi a condividere la mail della gentilissima Ketty  con la descrizione di un angolo di Paradiso  che consiglio vivamente di visitare e godere !

 

Gentilissima Lorena
 
Con piacere condivido con lei la nostra SPA Brochure così da mostrarle le nostre proposte di trattamenti, listino e orari.

 

Portopiccolo SPA By Bakel è un angolo prezioso di circa 3600 mq collocato nel centro della Riserva Naturale delle Falesie di Duino.
Una ripida costiera calcarea, il matrimonio del dominio naturale alpino e illirico, il ciglione delle Falesie e tutte le sue ricchezze, la storia e le leggende.
Qui il comfort e il benessere si fondono con l’eleganza degli spazi e del design che accolgono al piano terra la reception, la children room, lo studio di hairstyling e la training pool
● Al primo piano un’area relax con in&outdoor pool con giochi d’acqua, docce emozionali, percorso Kneipp, Hammam (tepidarium, calidarium e frigidarium), biosauna, sauna finlandese e zona relax, la riposante grotta di sale dove inalare iodio micronizzato o immergersi nella vasca salina, il Cocoon bar e la gym con il suo studio di personal training

● Al secondo piano la Beauty SPA e la sua meravigliosa waiting lounge vista mare, otto cabine trattamenti, la beauty lounge, la Panoramic SPA Suite, la Private SPA e le sale olistiche.

 

I prezzi e gli orari degli ingressi all’area Wellness sono i seguenti:

•  domenica – giovedì : 10.00-20.00

•  venerdì – sabato : 10.00-21:00

 

- 3 ore mattutine (ingresso entro le ore 13.00)  ● feriale: 19,00 euro, weekend e festivi: 29,00 euro

- 3 ore pomeridiane (ingresso dopo le ore 13.00) ● feriale: 29,00 euro, weekend e festivi: 39,00 euro

-Giornaliero (dalle 10 alle 20) ● feriale: 39,00 euro, weekend e festivi: 49,00 euro

 

Con voi dovrete portare solo il costume da bagno, al vostro arrivo vi verrà fornito il kit biancheria comprensivo di telo, accappatoio, ciabatte e telo a nido d’ape per le saune.

La prenotazione è sempre consigliata al fine di garantirvi la migliore esperienza di benessere ed evitare possibili liste

● Per informazioni e prenotazioni

Strada Costiera km 137+125
34011 - Sistiana, Duino Aurisina TS Italy
T. +39 040 997 5900
portopiccolospa@ppst.it
www.portopiccolosistiana.it
Facebook - instagram - blog 

 

 

                                       

sabato 7 aprile 2018

In Via S.Francesco una Torre ...

Il fabbricato denominato Torre dei Pallini o Torre dei Ciana è quello che rimane di una vecchia fabbrica per la produzione di pallini in piombo.

La fabbrica di pallini da caccia venne fatta costruire da Giuseppe Ciana su un terreno di sua proprietà, in precedenza occupato da un'altra fabbrica di pallini avviata dal padre Dionisio agli inizi dell'Ottocento.

La famiglia Ciana, originaria di Novara, era giunta a Trieste a metà Settecento e si dedicava a diverse attività industriali, fra le quali la fabbricazione di peltri e pallini da caccia.

Il progetto per la torre è di Angelo Toniutti ed è datato 18 ottobre 1838, ma la costruzione risale al 1839.

● Per produrre i pallini, il piombo fuso veniva fatto cadere dall'alto della torre, da un'altezza di 45 metri, attraverso diverse piastre di rame forate a seconda delle dimensioni dei pallini che si volevano ottenere.
I pallini venivano raccolti in una vasca piena d'acqua collocata alla base della torre.

La torre era affiancata dai magazzini della fabbrica, demoliti nel 1979-80 per far posto a moderni edifici residenziali.

Nel 1846 la fabbrica divenne proprietà di Angelo Coen Ara, che nel 1859 la cedette alla ditta Sortsch. Nel 1887 passò alla società Carl Greinitz di Graz e, dopo la seconda guerra mondiale, venne acquisita dalla società S.A.F.E.M. di Padova. 

Negli anni Settanta la torre divenne proprietà della ditta Edilzini di Trieste.

A seguito dei danni subiti durante il Terremoto del 1976 era stata ventilata l'ipotesi, poi abbandonata, di demolizione della Torre.

La Torre dei pallini è una torre circolare dell'altezza di 45 metri.
E' realizzata in conci di arenaria eretta su di un basamento quadrato costituito da due blocchi digradanti separati da una cornice marcapiano. 
Alla sommità della torre è stato realizzato un terrazzino con ringhiera neoclassica lavorata sostenuto da un cornicione a mensole.
All'interno della torre la scala elicoidale in masselli di pietra conduce al forno per la liquefazione del piombo, posto alla sommità della struttura.
Alcune finestre rettangolari, più grandi sul basamento, più piccole sulla torre circolare, garantiscono l'illuminazione alla scala interna.

~♡ Storia di Trieste ~♡

giovedì 22 febbraio 2018

Il nostro vento ... La Bora


Trieste e la bora, un binomio inscindibile.
Trieste è la città della bora e la bora è il vento di Trieste
Quando arriva, Trieste si risveglia percorsa da un fremito intenso. Noi triestini la amiamo e la soffriamo ma non possiamo stare senza e se manca la invochiamo.
È un elemento essenziale per questa città forse perché scatena emozioni vere, totalizzanti, intense di fronte alle quali pochi possono restare indifferenti.
La luce diventa cristallina, il mare schiaffeggiato acquista riflessi e sfumature incredibili!
Se è invernale, le sue sferzate ti lasciano senza fiato, il suo ululato ti dà la misura della sua intensità: insomma è energia allo stato puro, e pare quasi che tu possa incamerarla, assorbirla.
Molti dicono che noi  triestini siamo tutti matti perché abbiamo la bora.
Certo è che se non ci fosse saremmo  diversi.
La bora di sicuro agita le menti, elettrizza, non a caso imborezà  è un termine dialettale che indica un soggetto agitato ma non in senso negativo, perché la bora è allegria, è leggerezza, è bellezza assoluta.
Trieste sferzata dalla bora è di una bellezza unica!
Scrittori e poeti di ogni genere hanno dedicato versi, brani a questo vento, quasi fosse un personaggio in carne ed ossa, ma in effetti forse è ancora di più, è il respiro di Trieste.
LA BORA, COS'E'?
● La Bora è il più violento dei venti Italiani ed arriva sempre da Est  Molto studiato dai ricercatori di tutto il mondo, soprattutto all'estero, è ancora misterioso e sottovalutato in Italia.
● Alcuni deflussi di matrice ciclonica, nei picchi di intensità e frequenza dei colpi di vento, possono assumere connotati simili a quelli dei venti generati dagli uragani.
● Le raffiche raggiungono l'intensità massima lungo le Rive di Trieste, in prossimità del centro cittadino.
Le case del capoluogo giuliano hanno pareti portanti più spesse della norma nella direzione di provenienza del vento e alcune finestre, in zone con vegetazione, hanno protezioni in acciaio.
● La bora soffia sempre da Est/Nord Est (più EST che N/E) verso Ovest/Sud Ovest e può essere attivata da un gran numero di flussi principali con direzioni originali di provenienza anche ben diverse tra loro.
Questi flussi piegano, per questioni orografiche, verso Ovest/Sud Ovest nelle zone sopra menzionate, ma la loro origine può essere artica, scandinava, centr'europea, est europea, siberiana e persino, basso balcanica e subtropicale.
● E' un tipico vento di caduta, ossia che scende da una cima, più o meno alta, e di compressione.
Soffia dai quadranti nordorientali e non sempre dalla stessa direzione, ma da una direzione media.
E' una corrente fredda, o meglio, che si mantiene ancora fredda nonostante la discesa dalla cima.
Il termine deriva da "Borea", personificazione del vento del Nord per i greci.
La sua caratteristica principale è che è "discontinuo", ossia, a raffiche.
LA PORTA DELLA BORA
● La porta della Bora è "l'ingresso" dal quale questa corrente passa per raggiungere l'Italia.
Nel nostro Paese ci sono vari ingressi, e a seconda di dove passa il vento può variare la previsione di pioggia o neve su molte zone, dato che colpirà talune zone che altre.
La porta principale comunque è quella di "Postumia", presso le Alpi Giulie.
Ci sono due tipi di Bora, quella "chiara" e quella "scura"...
BORA CHIARA
● Solitamente associata al bel tempo, quindi cielo sereno o poco nuvoloso. Di norma meno intensa della sorella. La bora chiara è causata da un forte anticiclone collocato sui settori nordorientali o centrali europei, che richiama questo soffio impetuoso. Ricordiamo che, per capire questo concetto, attorno ad un centro di Alta pressione i venti ruotano in senso orario.
BORA SCURA
●  Associata a brutto tempo, cielo molto nuvoloso e con precipitazioni diffuse.
Caratterizzata da raffiche d'aria , chiamate "refoli",  molto forti.
Il record di queste è stato superiore ai 188 km/h
La bora scura si forma in concomitanza con una bassa pressione sui mari centro-meridionali, che sull'alto Adriatico piegano da Nord/nordest. Attorno ad un centro di bassa pressione
LA LEGGENDA
Eolo, padre dei venti, girava per il  mondo con i suoi adorati figli , tra questi la sua preferita era la giovane e capricciosa Bora.
Un bel giorno giunsero su un verdeggiante altopiano che scendeva ripido verso il mare e Bora si allontanò per andare a giocare con le nuvole.
Dopo un po’, incuriosita, entrò in una caverna dove avvenne l’incontro con l’umano eroe Tergesteo,  fu amore a prima vista  due giovani vissero felici in quella grotta sette giorni di travolgente e tempestosa passione.
Quando Eolo si accorse che la sua figlia prediletta era sparita, preoccupato decise di andare a cercarla.
Dopo giorni di disperate ricerche finalmente la trovò e, vedendola abbracciata a Tergesteo, si infuriò a tal punto che si avventò contro l’umano scagliandolo con violenza contro le pareti della grotta finchè l’eroe rimase a terra privo di vita.
Il padre ordinò a Bora di ripartire ma lei, distrutta dal dolore, non ne volle sapere e scoppiò in un singhiozzo tanto disperato che ogni lacrima che sgorgava dal suo pianto si trasformava in pietra.
Le lacrime furono talmente tante che il verdeggiante suolo dell’altopiano venne completamente ricoperto da un manto pietroso, mentre dal sangue  di Tergesteo nacque il sommaco , che da allora inonda di rosso l’autunno carsico.
Alla fine Eolo decise di ripartire e di lasciare Bora sul luogo che aveva visto nascere e morire il suo amore.
Allora il mare, impietosito, ricoprì il corpo del povero innamorato di conchiglie, stelle marine e verdi alghe.  
Col tempo su di esso si formò una ridente collina sulla quale sarebbe stata fondata una città che, in onore di Tergesteo, sarebbe stata chiamata Tergeste, ora Trieste.
Qui ancora oggi Bora regna sovrana perchè il cielo le ha concesso di rivivere ogni anno tre, cinque o sette giorni di splendido amore ,sono i giorni in cui Bora soffia impetuosa,
"chiara" fra le braccia del suo amore o "scura" nell’attesa di incontrarlo.
UNA CURIOSITÀ
Secondo alcune interpretazioni, possiamo riconoscere BORA nel  magnifico dipinto “La Nascita di Venere” del Botticelli dove è raffigurata la dea in tutta la sua bellezza che avanza leggera fluttuando su una conchiglia mentre viene sospinta e riscaldata dal vento della passione di Zefiro e Aura (o BORA, anche se qualche studioso sostiene si  tratti della ninfa Clori) abbracciati a simboleggiare l’amore.
Dal web


I punti per trovarsi faccia a faccia con la Bora 



Il Canale di arrivo della Bora 

domenica 5 febbraio 2017

" Storia di Marco , il pinguino rapito "

Sembra una fiaba la storia del pinguino Marco, forse il pinguino più famoso del mondo, per oltre trent'anni una delle attrazioni turistiche della città, presenza usuale sulle Rive, fra il molo Pescheria e la Stazione marittima, amico obbligato di tutti i triestini nati fra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta, simbolo di quell'affettuosità uomo-animale che è parte dell'anima di questa città.
Sembra una fiaba questa storia che è entrata nella storia di Trieste, e come tale la racconta, in tutta la sua verità, il giornalista Roberto Covazin un libro, illustrato con belle foto dell'epoca, dedicato ai bambini ma destinato a tutti:

                     «Storia di Marco, il pinguino rapito»
   pubblicato dalla Mgs Presse e lo si puo' trovare in libreria

Per chi , e sono tanti  , ha conosciuto il bizzoso pennuto, caratterialmente così vicino alla scontrosa grazia dei triestini, il racconto di Covaz contiene una rivelazione ...
Marco non fu salvato dalle fauci di un'orca, come vuole la vulgata, bensì venne rapito, vittima di un puerile gioco fra marinai.

La storia comincia nel 1953, quando la motonave «Europa», con il suo carico di emigranti triestini, arriva a Città del Capo. La nave, comandata da Arrigo Liberi, è al suo secondo viaggio in Sudafrica, dopo quello inaugurale da Genova dell'ottobre dell'anno prima.

Fra i più giovani componenti dell'equipaggio ci sono due ragazzi istriani, Ezio e Nini.
Hanno il compito di pulire le camere dei passeggeri, e come tutti i giovani si annoiano quando la nave è alla fonda.
Perciò organizzano il rapimento di un pinguino, uno dei tanti che bazzicano le scogliere di Città del Capo.

Ezio e Nini, scrive Covaz, «all'imbrunire della sera precedente la partenza dell'Europa si muniscono di una rete da pesca trovata sui pontili e, dopo alcuni tentativi andati a vuoto, riescono a catturare un pinguino».
È un esemplare molto piccolo, alto nemmeno mezzo metro, della specieSpheniscus demersus, che finisce «stremato e impaurito» chiuso in un sacco nella cambusa della nave.
È talmente malridotto che i due ragazzi, pentiti, pensano di riportarlo a terra, ma ormai è troppo tardi...
l'«Europa» salpa alla volta di Trieste con il suo piccolo clandestino a bordo.
Naturalmente il comandante Liberi non sa nulla, il nostromo Giovanni Barrera, un veterano della Marina militare, copre i due ragazzi e la loro bravata.
Ma presto la salute del pinguino diventa un problema , nella cambusa il caldo è insopportabile, l'animale non mangia nulla e deperisce a vista d'occhio.
Allora, con la complicità di altri marinai, il cucciolo viene trasferito nel gabinetto alla turca della cucina «dove di tanto in tanto si potrà rinfrescarlo con i getti d'acqua dello sciacquone».
Poi, a turno, i marinai si affacciano di nascosto dal portello basso della cambusa per pescare pesce fresco direttamente in mare.
Intanto il pinguino è stato battezzato Marco, appunto.

Le cure dei marinai gli fanno bene, Marco sta meglio e ne combina di tutti i colori.
Si sta sviluppando anche quel fenomeno noto agli etologi come «imprinting» , il pinguino crede che i marinai siano suoi simili, e prende e seguirli e a imitarli.

La nave prosegue la sua rotta, ma allo scalo di Brindisi il segreto non può più essere mantenuto, e Barrera rivela al capitano l'esistenza a bordo del clandestino piumato.
Marco arriva così a Trieste il 18 maggio del 1953 e, spacciato per orfano sottratto a morte sicura, viene affidato all'Aquario marino, allora diretto da Renato Mezzena (che nel libro di Covaz firma una prefazione, mentre altre note sono affidate all'attuale direttore del museo di Storia naturale, e dell'Acquario, Sergio Dolce, e dal conservatore zoologo Nicola Bressi).

Qui Marco, affidato alle cure del custode Pietro Contento, comincia la sua seconda vita.

Libero di girare per le Rive, diventerà presto un personaggio famoso, cercato dai turisti e coccolato dai bambini, viziato da pescatori e pescivendoli.
Morirà il 27 dicembre 1985, alla veneranda età di 32 anni, meritandosi una volta di più l'attenzione delle cronache, con la scoperta che in realtà era una femmina.

Con la sua ricostruzione del rapimento di Marco (basato in buona parte sulla testimonianza di uno dei marinai dell'Europa protagonisti della vicenda) Covaz racconta una moderna favola-verità che sembra uscita più dalla fantasia che dalla recente cronaca, mettendo il pinguino Marco nel novero di tutti quegli animali reali o di finzione, dal delfino Flipper all'orca Willy, che hanno segnato e segnano un'infanzia.

Dal Piccolo  , 2005
Marco il pinguino, rapito dai marinai
di Pietro Spirito

mercoledì 3 agosto 2016

TASTY BUS TRIESTE

Una nuova e gustosa iniziativa !

Il 13 agosto si parte alle 10 per il Castello di Duino, Grotta delle Torri di Slivia, Azienda Parovel.
Il vosto è di 45 euro tutto incluso la visita guidata, ingressi, degustazioni e trasporto.
E se ti va c'è anche il
Tasty Bus by Nignt!
Stesso giorno, ma dalle 18!

         Approfitatene !!!
Lorena @Mary Poppins's House

lunedì 23 maggio 2016

domenica 22 maggio 2016

Obelisco di Opicina

Il borgo di Opicina oggi è facile da raggiungere dal centro di Trieste, ma agli inizi dell’800 c’era un’unica via: la Strada Commerciale, voluta nel 1779 dal Governatore di Trieste Karl von Zinzendorf, come lo testimonia ancora la lapide posta presso il bivio della strada per Prosecco. 
I traffici commerciali che intercorrevano tra il porto franco e il cuore dell’Impero asburgico necessitavano però di una strada più comoda e facile da percorrere con i carri.
Per questo motivo fu inaugurata nel 1830 l’attuale strada per Opicina, e per ricordare il momento fu eretto un obelisco in onore di Francesco II (poi divenuto Francesco I) presso la sella di Opicina a 350 m slm. 
Il tram realizzato nel 1902, le cui rotaie corrono sotto all’obelisco, fu l’ultimo importante collegamento realizzato, utile al trasporto delle persone più che delle merci.

COME ARRIVARE

Tram 2: Piazza Oberdan - Villa Opicina (Stop: Obelisco di Opicina);
Bus 4: Piazza Oberdan - Villa Carsia

                                               Vista Panoramica dall'Obelisco

lunedì 18 aprile 2016

Trieste città d'autore , la visita guidata

                                     Trieste, città d'autore   e '  consigliato  per tutti !
  La Visita guidata PromoTurismoFVG   a un Prezzo di 9,00 €   e Accesso gratuito con FVG Card
                                              Dal 26 marzo al 24 settembre 2016

      
         

                                                         Trieste, città d'autore

"La mia città che in ogni parte è viva ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva", Umberto Saba. 
E ancora "La mia anima è a Trieste", James Joyce. 
Trieste è una città d'autore con un legame profondissimo con la grande letteratura europea del Novecento che si è allungato sino ai nostri giorni.

Seguirete  lungo questo itinerario sulle tracce di tre grandi autori, Umberto Saba, James Joyce e Italo Svevo che hanno scelto Trieste come protagonista delle loro opere o come luogo in cui vivere. 

Vi saranno raccontati   aneddoti e curiosità,  mostrati   i luoghi che amavano frequentare e se li seguirete avrete anche modo di incontrarli ....... 

Il  calendario

Marzo: sabato 26 ore 15.30
Aprile: sabato 23 - 30 ore 15.30
Maggio: sabato 7-14-21-28 ore 15.30
Giugno: sabato 4-11-18-25 ore 16.00
Luglio: sabato 2-9-16-23-30 ore 16.00
Agosto: sabato 6-13-20-27 ore 16.00
Settembre: sabato 3-10-17-24 ore 16.00

servizio disponibile in: italiano - inglese
durata della visita: 2 ore circa
punto di partenza: Infopoint PromoTurismoFVG di Trieste - Via dell'Orologio 1
costo: euro 9,00 a persona
Gratis per i bambini sotto i 12 anni accompagnati da un adulto pagante
Gratis con FVG Card

La visita guidata si effettua anche in caso di maltempo
Il percorso può subire variazioni
Prenotazione obbligatoria
Il percorso è accessibile alle persone con disabilità.
Si consiglia comunque la presenza di un accompagnatore per eventuali dislivelli che si possono presentare lungo il percorso.
Sarà cura della guida turistica adeguare l'itinerario alle esigenze che si presentano.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Infopoint PromoTurismoFVG - Trieste
Via dell'Orologio 1, P.zza Unità d'Italia
Tel. +39 040 3478312
info.trieste@promoturismo.fvg.it

Informazioni
Tutti gli Infopoint di PromoTurismoFVG
numero verde: 800 016 044
info@promoturismo.fvg.it

Dal Sito Infopoint di PromoTurismo FVG

                                    La FVG Card puoi acquistarla anche al Mary Poppins's House !
Prenotala per fare questo bellissimo itinerario gratuitamente e fare un salto nella storia di Trieste !

martedì 8 marzo 2016

L ' 8 marzo per la festa della donna, riapre l’Orto Botanico

Festeggiamola regalando e regalandoci una passeggiata tra i primi fiori primaverili. 

Anche quest’anno, proprio in occasione della festa dedicata alle donne, il Comune di Trieste riapre al pubblico il Civico Orto Botanico per la stagione 2016.

L’ 8 marzo a tutte le signore in visita sarà donato un piccolo omaggio.

Una riapertura che si presenta ricca di novità

L’orario di apertura sarà quotidiano per venire incontro alle crescenti richieste dei cittadini, di turisti e scolaresche, quindi, a partire da martedì 8 marzo e sino al 15 novembre, il Civico Orto Botanico sarà aperto

lunedì e mercoledì 9 -17
martedì, giovedì e venerdì 9 -13
sabato e domenica 9-14

L’ingresso sarà completamente gratuito, per fare di questa struttura una sorta di giardino didattico da tutti pienamente fruibile per passeggiare e rilassarsi godendo della pace e della fresca vista dal colle di Chiadino.

Altre informazioni al sito   http://www.ortobotanicotrieste.it


Il Panorama che si gode dall'Orto Botanico

mercoledì 24 febbraio 2016

APERTE LE ISCIZIONI ALLA TRIESTE OPICINA HISTORIC 2016

Una tre-giorni automobilistica che celebra la gara automobilistica di velocità in salita Trieste Opicina che si è disputata dal 1911 al -1971.

Dal  1982 il Club dei Venti all’Ora, associazione di appassionati di vetture d’epoca, propone la rievocazione di quella celebre gara, la Trieste Opicina Historic.

Si tratta oggi di una gara di regolarità per vetture storiche che attraversa le provincie di Trieste e Gorizia ,è una manifestazione  sportiva è valida per il Trofeo Internazionale AACC, Alpe Adria Classic Challenge.

Oltre all’evento sportivo ci sarà una parte touring che promuoverà alcuni itinerari Slow del FVG e metterà particolarmente in luce alcune eccellenze agroalimentari regionali.

La città di Trieste sarà teatro di percorsi cittadini per vetture anteguerra 1925-39, che valorizeranno i tesori  dell’archeologia industriale regionale tramite soste ai locali musei. 

Le informazioni per gli spettatori sul percorso verranno diffuse tramite il sito web ed i social media del Club.
www.clubdeiventiallora.it
info@clubdeiventiallora.it

http://www.triesteopicinahistoric.it

domenica 31 gennaio 2016

La Grotta delle Torri di Slivia

La Grotta delle Torri di Slivia deve il suo nome alle imponenti formazioni stalagmitiche (torri), davanti alle quali si sono trovati durante la prima esplorazione ufficiale  gli speleologi della "Società degli Alpinisti Triestini" il 6 Gennaio 1885.

Pejca v Lascu (in sloveno), invece è il nome con cui viene chiamata la grotta dalla gente del luogo.

Ha uno sviluppo lineare di 554 metri, conosciuta da tempi immemorabili grazie all voragine che si apre in una leggera depressione del terreno,è stata una delle prime grotte del Carso Triestino ad essere esplorata.

Lo spettacolare pozzo naturale è stato riprodotto in molte pubblicazioni,tra le quali il libro "Duemila Grotte" (Touring Club Italiano).

Non è mai stata utilizzata come ricovero primitivo da uomini o animali, vista la conformazione del pozzo dell'ingresso naturale e la profondità dello stesso.

Nel 1964 Romano Ambroso, Presidente del Gruppo Speleologico Triestino con il consenso dei proprietari del terreno iniziava, pressochè da solo, il difficile adattamento turistico della cavità.

Di questa iniziativa se ne fece una ragione di vita, e alcuni giovani speleologi del gruppo gli si affiancano in questa avventura.

Finalmente nel 1968 vengono stampati i primi biglietti di ingresso, la Grotta delle Torri diventa ufficialmente turistica.
Negli anni successivi la gestione della grotta passa di mano prima alla Società Adriatica di Speleologia e poi alla Federazione Speleologica Triestina, nel 1995 ai proprietari del terreno.


Per informazioni orari visite   www.grottatorridislivia.it 

info@letorridislivia.net      tel. 3383515876


*  ingresso artificiale (1964)     114 m.   s.l.m.
-   01  ingresso naturale  (pozzo)     33 m.   s.l.m.   
-   02  saletta dei merletti - antro dei pipistrelli - sala dei camini
-   03  le torri  (le stalagmiti che danno uno dei due nomi alla grotta)
-   04  lampadario  (concrezione che pende dal centro della volta)
-   05  torre pendente o anche torre undici  (grande stalagmite inclinata) 
-   06  medusa  (concrezione a parete)
-   07  galleria dei grottenarbeiter  (ultimo ramo conosciuto 1994)  13 m.  s.l.m.



mercoledì 30 dicembre 2015

Il Farneto , il boschetto

Parco Farneto il cui nome deriva da farnus, una specie di quercia, è il più esteso polmone verde della città con 915.400 mq. di superficie, che sovrasta il rione di San Giovanni e che si estende da San Luigi a Melara fino al Rio Farneto che scorre nella valle di Longera. 

Distrutto in gran parte durante la seconda guerra mondiale per il bisogno della popolazione di procurarsi la legna da ardere, il Boschetto fu sempre pubblico e intervennero dal 1533 in poi i sovrani austriaci che lo mantennero e lo fecero recintare per impedirne le devastazioni.

Maria Teresa d'Austria, intorno al 1750, nominò un cacciatore guardiaboschi per il quale fece costruire due case, una a metà collina e l'altra sulla sommità, da cui il toponimo tutt'ora in essere per quella zona della città detta il Cacciatore.

Nel 1785 il Boschetto possedeva ben 32.984 querce che proteggevano la città dal vento di bora e rendevano l'aria particolarmente salubre.

Nonostante le guerre, le gite domenicali al Boschetto divennero una consuetudine dei triestini, soprattutto dopo l'apertura nel 1808 della passeggiata del viale XX Settembre. 

Nel 1858 venne eretto l'edificio del Ferdinandeo, allora come albergo con ristorante, caffetteria e sala da ballo. Parco Farneto è stato riaperto al pubblico nel 2000 dopo la ristrutturazione ed il recupero dei sentieri storici che sono stati in parte lastricati e lungo i quali sono state create delle aree di sosta.
L'area dispone inoltre di un percorso naturalistico per poter osservare le famiglie di caprioli e altri animali, di un percorso vita per praticare attività ginniche, di un'area giochi per i bambini, per il ping pong e le bocce. 

Il Parco, ben servito dai mezzi pubblici, si gode in tutta la sua estensione percorrendolo a piedi attraverso i sentieri, ma per chi non volesse rinunciare all'automobile sono disponibili due zone di parcheggio con accesso da via Marchesetti.

martedì 8 dicembre 2015

Trieste e il Tram di Opicina



Da 110 anni il Tram di Opicina o de Opcina in dialetto triestino ,  lo si puo ' vedere per il centro di Trieste e che si arrampica fino all’altezza di 348 metri sulle alture del Carso che sovrastano la città .

Il Tram di Opicina a Trieste

Il viaggio inizia lento, in Piazza Oberdan, ma subito dopo la salita comincia a farsi interessante. 
Diversi punti panoramici si aprono lungo il tragitto che attraversa la parte più verde di Trieste. 
Il consiglio è di scendere un po’ prima del capolinea di Opicina per godersi lo spettacolo dell’Adriatico visto dall’alto. 
La fermata dell’Obelisco è consigliata per chi vuole passeggiare lungo la Via Napoleonica, una strada panoramica che porta (dopo 4 km) al Santuario Mariano che per la bizzarra forma è stato ribattezzato formaggino da noi triestini. 
Chi decide di farsi a piedi gli ultimi tratti in salita può ricompensarsi sedendosi ai tavoli di una delle tante Osmizze, trattorie con pochi tavoli, molto spartane, dove si cucinano i piatti locali e vendono il vino prodotto da loro. 
Quelle aperte le riconoscete dalla frasca appesa all’ingresso o in prossimità delle insegne.





I Caffè Storici a Trieste

Pare che James Joyce abbia scritto molte pagine dell'”Ulisse” e di “Gente di Dublino” ai tavoli della Pasticceria Pirona.

" I Caffè storici di Trieste "

Durante gli anni passati a Trieste, non era raro vedere lo scrittore dublinese scrivere o leggere gustandosi un dolcetto o un caffè.

Scrittori, poeti e caffè di Trieste sono un trinomio inscindibile: Svevo, Saba, Stendhal e altri si sono seduti ai tavoli dei caffè storici di Trieste.

In molti di questi, nulla è cambiato da quando lo frequentavano loro ed oggi sono delle vere e proprie attrazioni turistiche.

Da non perdere il Caffè degli Specchi in Piazza Unità, il Caffè Tommaseo del 1830, il più antico di Trieste.

Gli intellettuali di ieri e di oggi si incontrano al Caffè San Marco mentre il Caffè Pirona è sempre il posto dove gustare o comprare i dolci tipici, accolti dalla foto di James Joyce che sembra approvare.