mercoledì 30 aprile 2014

Good Night Tonight !!!

martedì 29 aprile 2014

Un mare di lavanda , ♥

Colore viola, profumo intenso e leggerezza al tatto. Sono i fiori   che in questo periodo fioriscono, regalando un grande spettacolo di colori e odori.....♥ Love of Mary Poppins's House

lunedì 28 aprile 2014

La citta' vecchia ai tempi di James Joyce

La città vecchia - "cità vecia" in dialetto triestino - fu il centro storico di Trieste, risalente al periodo romano.
Si estendeva dal fronte mare fino al Castello di San Giusto.
Ai tempi di Joyce contava circa 20.000 abitanti, che vivevano in condizioni di estremo sovraffollamento e disagio, spesso senza acqua corrente e servizi igienici. Questa, di tutta la città, era l’area maggiormente abitata da gente di nazionalità italiana e religione cattolica (circa il 90%) ed essendo prossima al porto ospitava perennemente un grande numero di gente di passaggio (900-1000, in media), per lo più marinai.
In città vecchia si trovava anche la zona dei bordelli di Trieste, divisa tra il ghetto ebraico e l’area vicina al mare conosciuta come Cavana: vi operavano non meno di 40, 45 bordelli regolarmente registrati in cui almeno 250-300 prostitute offrivano i loro servigi a qualsiasi ora.
 Inoltre l’area vantava un altissimo numero di caffè a prezzi economici, trattorie, osterie e "petesserie" (bar che servivano economici superalcolici, tra cui anche l'assenzio), che smerciavano giornalmente ingentissimi quantitativi di alcolici, ventiquattro ore su ventiquattro.
Come risultato, spesso, si avevano in questa zona risse, aggressioni a scopo di rapina, accoltellamenti e omicidi e qui emergevano molte delle tensioni latenti – etniche, politiche, sociali e religiose – che caratterizzavano il tessuto urbano di Trieste.
Ma la città vecchia era anche il domicilio di tantissime famiglie di marinai triestini, che passavano la maggior parte del tempo lontani dalla famiglia, imbarcati in viaggi che duravano settimane o mesi interi: alle loro spalle rimaneva una popolazione locale femminile pienamente capace di provvedere alle necessità delle famiglie. 
Una delle aree più interessanti della città vecchia era - ed è - l’antico ghetto ebraico (costituito in seguito ad un decreto imperiale verso la fine del XVIII secolo), con le sue due storiche sinagoghe: la Scuola (o Tempio) Grande, che celebrava sia i rituali sefarditi che quelli ashkenaziti, e la vicina Scuola Piccola.
Nessuna delle due strutture, purtroppo, è sopravvissuta.
La città vecchia di una volta non esiste più.
Dal 1930 un progetto di demolizione completa ne rase al suolo una vasta area, rimpiazzando le strutture originali con moderni edifici adibiti a sedi amministrative e lasciando molti altri edifici abbandonati o in rovina. Recentemente, grazie ad un più ampio progetto di rinnovamento, si è cominciato a restaurare diversi degli edifici che erano rimasti in completo abbandono nella zona tra piazza Cavana e Piazza Barbacan ed è lecito sperare che, nel giro di pochi anni, i turisti potranno ritrovare almeno in parte l'aspetto della "night-town" joyciana. 
Dal Web
 


Il plastico si trova al Museo Civico di Storia Patria. 

Se ne è andata "la Muta", una donna ormai di novant’anni che ha fatto la storia della prostituzione triestina.

Se ne è andata "la Muta", una donna ormai di novant’anni che ha fatto la storia della prostituzione triestina.
Chi oggi ha oltre sessant’anni potrebbe ricordare quella signora alta, magra e con i capelli castani.
La signora, da sempre residente in via del Fortino, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Settanta assieme alle "colleghe" la Bersagliera e la Zingara segnò a Trieste il passaggio dall'esercizio del mestiere all’interno delle case chiuse all'abrogazione della legge Merlin.
Prima della chiusura, i bordelli più frequentati si trovavano nelle vie dell'Altana, del Fico, del Fortino, delle Beccherie Vecchie e infine in via dei Capitelli.
Il bordello più raffinato, quello dove passavano ore e serate a divertirsi i signori delle Trieste bene, era "Villa Orientale" in via Bonomo.
“La Muta” - chiamata così per un suo concreto problema - è morta pochi giorni fa, lasciando un discreto patrimonio immobiliare rappresentato soprattutto da fori commerciali nella zona di Cavana.
Negli ultimi mesi, malgrado i problemi di deambulazione, la si vedeva ancora passeggiare e bere il caffè in uno dei bar della zona, accompagnata da una badante che ormai da qualche tempo la assisteva. Lascia un figlio.
Una donna determinata, che anche negli anni in cui praticava “il mestiere più vecchio del mondo" non gradiva la confusione, gli ubriachi o i giovani che le creano problemi.
Prima della chiusura delle case chiuse, la "Muta" si concedeva all'interno dei bordelli di Cavana. Poi passò a ricevere direttamente nella sua abitazione di via del Fortino.
Chi la frequentava ricorda aneddoti che oggi fanno sorridere. Come la sua abitudine di sgranocchiare pistacchi o di mangiare una mela mentre si intratteneva con il cliente di turno.
Al piano terra dello stabile c'era la sua "ruffiana" - ricordano i vecchi clienti - che gestiva gli appuntamenti, informava sulle tariffe e incassava il dovuto.
Ad accordi presi la "Muta" veniva avvisata e le veniva segnalato pure se il giovanotto che saliva era o meno un militare.
Perché chi stava facendo il servizio di leva usufruiva di uno sconto speciale.
Le tariffe, a metà degli anni Sessanta, prevedevano per un rapporto sessuale di pochi minuti 3 mila lire con precauzione, e 5 mila lire senza.
Assidui frequentatori della "Muta" furono i soldati americani. E il via vai nella stanza dove riceveva era tale che in fondo al letto veniva sistemata una coperta per fare in modo che i soldati, in velocità, non si togliessero nemmeno i pesanti stivali.
Si coricavano sul letto appoggiando le pesanti calzature su quella coperta per non rischiare di sporcare le lenzuola.
Quando Trieste era occupata dai tedeschi, nell'atrio della stazione ferroviaria esisteva un elenco di case di tolleranza autorizzate. Serviva proprio ai militari che le potevano frequentare solo se muniti di un permesso rilasciato dal proprio comando.
Ovviamente anche sotto l'amministrazione anglo-americana, le prostitute erano sempre munite di una tessera sanitaria a garanzia del loro stato di salute. Iscritta al Movimento Sociale, la "Muta" - ricorda ancora chi la conobbe - offriva anche una sorta di "iniziazione" alle pratiche sessuali agli allora giovanissimi del Fronte della Gioventù.
Dal Piccolo scritto da Laura Tonero
Piazza Cavana 

domenica 27 aprile 2014

La Storia della Comunita' Ebraica a Trieste ad Oggi

Il primo documento ufficiale che attesti la presenza di una seppur piccola comunità ebraica a Trieste risale al 1236 e consiste in un atto notarile che menziona la stipula di un prestito da 500 marchi tra il Vescovo Giovanni e l'ebreo Daniel David per combattere i ladroni che all'epoca infestavano il Carso.
Con la sottomissione della città all'Austria arrivarono in città ebrei provenienti dalle terre tedesche possedute dagli Asburgo.
Durante il periodo medievale gli ebrei residenti nella città si dedicavano principalmente ad attivita bancarie (usura come veniva definita all'epoca il prestito) e commerciali.

Nel XVII secolo gli ebrei triestini, come quelli di molte altre città europee, si trovarono a dover combattere una battaglia con le autorità cittadine che li volevano chiusi in un ghetto ed emarginati dal resto della popolazione, alla fine la comunità fu obbligata a cedere alle richieste delle autorità nel 1684, ma già nel 1738 gli ebrei di Trieste non avevano più l'obbligo di rendersi riconoscibili tramite il segno giudaico.

Nei decenni successivi molti ebrei giunsero nella città dalle comunità della Repubblica di Venezia specialmente dalla città di San Daniele del Friuli.
Nel 1746 gli ebrei di Trieste si diedero una Costituzione e convocarono un'udienza "de li particolari" ossia di quei capifamiglia che contribuivano economicamente alle spese della comunità.

Dalle concessioni Teresiane al XX secoloModifica Il 19 aprile 1771 l'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo concesse delle Patenti Sovrane (regolamenti) agli ebrei di Trieste a cui venivano riconosciute maggiori libertà; questo processo continuò con suo figlio Giuseppe II che con l'Editto di tolleranza del 1782 ammise gli ebrei alle cariche di deputati della Borsa e a nuove professioni liberali.

L'anno seguente venne creata la prima Scuola Elementare Israelitica con il nome di Scuole Pie Normali Israelitiche e nel 1784 anche le porte del ghetto furono aperte e fu data quindi la possibilità agli ebrei triestini di vivere accanto ai cittadini di altra fede religiosa.

Nel XIX secolo gli ebrei continuarono sul sentiero dell'emancipazione assumendo ruoli importanti nel campo degli studi, dell'industria, del commercio e anche delle assicurazioni (le Assicurazioni Generali di Trieste furono fondate da tre ebrei).

Samuel David Luzzato e Italo Svevo erano entrambi ebrei nativi di Trieste e nacquero in questo periodo di prosperità per la comunità israelitica.
Nel 1912 venne inaugurata la nuova sinagoga monumentale e andò a rimpiazzare le quattro piccole sinagoghe di epoca precedente.
Tuttavia oltre alla nuova sinagoga, rimaneva ancora in funzione una piccola sinagoga in Via del Monte. Infatti a Trieste c'erano Ebrei di rito sefardita, soprattutto quelli provenienti da Venezia e dalla Grecia ed Ebrei di rito ashkenazita, provenienti dall'interno dell'Impero Austro-Ungarico, soprattutto dalla Polonia austriaca (Cracovia e Leopoli).

Nel 1931 Trieste contava 5.025 ebrei, nel 1938 quasi 7.000 (l'85% dell'intera comunità israelita della Venezia Giulia e Zara), un quarto circa dei quali non aveva però la nazionalità italiana.

Dalle leggi razziali ad oggi

Nel 1938, durante il Ventennio fascista, vennero promulgate le leggi razziali e dal 1940 vi furono attacchi contro la comunità ebraica.

Con l'occupazione nazista ci furono operazioni di rastrellamento nei confronti degli ebrei il 9 ottobre 1943 e il 20 gennaio 1944 quando l'obiettivo furono gli anziani e i malati della Casa di riposo israelitica "Pia Casa Asilo Gentilomo".
Verso sera, il 20 gennaio 1944, arrivarono i militari nazisti con uno o due autobus della linea "10". Gli Ebrei anziani e malati, là ricoverati, furono brutalmente caricati sugli autobus e portati alla Risiera di San Sabba, ricavata da un edificio per la pilatura del riso.

Da lì furono portati nella vicina stazione ferroviaria di Trieste - San Sabba, con destinazione Auschwitz, dove finirono nelle camere a gas e nei forni crematori.

Infatti nell'autunno del 1943, un anno e mezzo prima del termine della Seconda guerra mondiale venne installato dai tedeschi un campo di concentramento, unico nel suo genere in Italia, presso la Risiera di San Sabba nella periferia meridionale della città.
Vi furono deportati 710 ebrei.

Nel 1945 solo 2.300 ebrei rimasero in città, nel 1965 erano solo 1.052.

Oggi la comunità ebraica della città conta circa 700 membri.

Personaggi illustri

Tra i triestini insigni di origini ebraiche si ricordano:

Fabio Cusin (1904-1955), storico, politico, saggista

Eugenio Geiringer (1844-1904), ingegnere ed architetto

Marcello Labor (1890-1954), medico, sacerdote

Teodoro Mayer (1860-1942), giornalista e editore, fondatore de Il Piccolo

Ernesto Nathan Rogers (1909-1969), architetto

Elody Oblath (1889-1971), scrittrice

Umberto Saba (1883-1957), poeta

Italo Svevo (1861-1928), scrittore

Angelo Vivante (1869-1915), saggista, storico e giornalista

Giorgio Voghera (1908-1999), scrittore

La Sinagoga della Comunita' Ebraica di Trieste

La sinagoga di Trieste, inaugurata nel 1912, situata tra via San Francesco, via Donizetti e via Zanetti a Trieste è considerata tra i maggiori edifici di culto ebraici in Europa, seconda per dimensione solo al Tempio di Budapest, a testimonianza dell'importanza economica, culturale e sociale delle Comunità ebraiche in seno all'Impero Austro-Ungarico (Asburgico).

Con l'annessione del 1918 (alla fine della guerra mondiale) di Trieste all'Italia, diventa, insieme alle sinagoghe di Roma, Genova e Livorno, una delle quattro grandi sinagoghe del Novecento presenti sul suolo italiano. StoriaModifica Prima della costruzione di questo edificio gli ebrei triestini celebravano il loro culto in quattro piccole sinagoghe situate nel ghetto ebraico, zona di Riborgo.

Ottenuta l'"emancipazione", e con un ruolo sempre più importante nel contesto cittadino in virtù della consistente presenza ebraica a Trieste, la comunità decise di erigere un tempio di grandi dimensioni.
Nel 1903 venne quindi bandito un concorso internazionale per individuare l'architetto che avrebbe progettato il nuovo edificio.
La scelta si rivelò poco felice: nonostante la partecipazione di decine di concorrenti, nessuno dei progetti venne ritenuto all'altezza del compito.
Si decise in seguito di affidare l'incarico progettuale ad uno dei maggiori e famosi studi di architettura dell'epoca, i fratelli Ruggero e Arduino Berlam di Trieste. Il 21 giugno 1912, dopo quattro anni di lavori, la nuova Sinagoga venne finalmente inaugurata.
Purtroppo l'avvento del fascismo e la successiva applicazione delle leggi razziali in Italia imposero la chiusura della Sinagoga;in seguito, durante la seconda guerra mondiale e con l'occupazione tedesca di Trieste, il Tempio venne ridotto a deposito di libri e di opere d'arte trafugate dai nazisti.
In quell'occasione gli arredi rituali in argento non vennero manomessi o sottratti perché nascosti all'interno dello stesso edificio.
Tempio ebraico si presenta come un monumentale edificio rivestito in cemento , caratterizzato da influssi stilistici orientali. All'esterno il tempio si sviluppa su tre prospetti che si affacciano rispettivamente su via Donizetti, via san Francesco e su via Zanetti, diversi tra loro per dimensione, ma tutti con un rosone centrale dove è disegnata la stella di David.

Le entrate sono due: la principale è rivolta su via Donizetti, ed è utilizzata solo durante le festività più importanti mentre quella "secondaria", posta in via san Francesco, viene usata abitualmente.

L'alzato del tempio si articola su una grande sala centrale rettangolare, che si sviluppa su tre navate, sormontate da una volta con mosaico dorato. La sala è orientata verso un grande Aron con le porte di bronzo dorato. L'armadio sacro è incrociato da due candelabri bronzei menorah appoggiati sopra un parapetto marmoreo che raffigura i simboli della comunità ebraica triestina: i covoni di fieno.

Su tre lati dell'edificio è collocato il matroneo. In prossimità del matroneo prospiciente l'ingresso si accede ad un organo che riporta il simbolo della stella di David. Il matroneo a causa della riduzione del numero della comunità non è più in uso.

Il pavimento della sala centrale è disegnato con un mosaico di colore bianco e nero.

Il soffitto è caratterizzato da una grande cupola ornata da lampadari, scritte sacre e diverse decorazioni. Separata dalla sala centrale tramite colonne di marmo che sostengono gli archi, si trova la zona più ricca di decorazioni, l'atrio; in particolar modo il pavimento riporta dei motivi circolari che contengono la stella di David ed anche i colori sono più numerosi e accesi.

L'intera struttura non contiene sola la "grande" sinagoga, ma anche un oratorio utilizzato più frequentemente, gli uffici della comunità, la biblioteca e la zona adibita al bagno rituale.

La sinagoga si trova in via Francesco 19 a Trieste .
Può essere visitata le domeniche con orario 10, 11 e 12 salvo chiusura per festività.
Per informazioni e prenotazioni Key Tre Viaggi, via Santa Caterina 7, Trieste (tel. 040 6726736/26, fax 040672673, mail: visitesinagoga@triestebraica.it).

venerdì 25 aprile 2014

La Storia ....Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl - Trieste

Il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl

Il Civico Museo Teatrale Carlo Schimidl si trova a Trieste, in centro città, nel Borgo Teresiano, sulla riva del Canal Grande.
Il museo documenta la storia teatrale e musicale a Trieste degli ultimi due secoli, con raccolta di locandine, fotografie, costumi di scena e storia degli edifici teatrali.
Di particolare interesse la raccolta di strumenti musicali, tra cui fortepiano, armonium, e strumenti meccanici quali l’autopiano.
Il museo dispone inoltre di una imponente biblioteca ed archivio di rilevanza internazionale, comprendente anche una cospicua raccolta di manifesti e programmi.

Per maggiori informazioni  :www.museoschmidl.it

i

Teatro lirico Giuseppe Verdi

Si ha  la possibilità di accedere al Teatro Verdi per una visita all’edificio previa prenotazione.
Il servizio di guida è svolto dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”.
Per informazioni e prenotazioni:  tel. 040 6754480, fax 0406754727,


Il  Teatro lirico Giuseppe Verdi è il principale teatro di Trieste. 

Venne costruito per iniziativa privata tra il 1798 e il 1801.
Il progetto originale fu di Giannantonio Selva, progettista anche della Fenice di Venezia, a cui si devono gli interni.
Matteo Pertsch subentrò nell'incarico in seguito e si occupò soprattutto delle facciate.
Nella facciata principale è evidente l'influenza di Giuseppe Piermarini, insegnante del Pertsch e progettista della Scala a Milano.
Fu inaugurato con il nome Teatro Nuovo, e si chiamò poi Teatro di Trieste.
La prima rappresentazione fu l'opera Ginevra di Scozia di Simon Mayr.
Nel 1820 fu rinominato in Teatro Grande.
Nel 1861 il comune di Trieste diventò proprietario dell'edificio, che cambiò il nome in Comunale.
Nella stagione lirica 1843-1844 il Nabucco di Giuseppe Verdi ottenne uno straordinario successo di pubblico testimoniato dalle oltre venti repliche.
Nel 1848 ospitò la prima rappresentazione dell'opera, dello stesso autore, Il corsaro e nel 1850 quella dello Stiffelio.
Nel 1883 vi venne rappresentata, integralmente, la tetralogia wagneriana diretta dal maestro Anton Seidl.
Il repertorio della giovane scuola italiana stentò inizialmente ad imporsi ma, successivamente, le opere di alcuni autori veristi (Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo in particolare) e quelle di Giacomo Puccini entrarono stabilmente nel repertorio del teatro.
Il 27 gennaio 1901 venne intitolato a Giuseppe Verdi su decisione con delibera straordinaria del consiglio comunale, convocato la notte stessa della morte del grande compositore.
Il teatro è stato soggetto a diverse opere di manutenzione e restauro, le più importanti nel 1881, grazie alle quali venne incrementata la capienza del teatro, e nel 1889.
L'ultimo restauro si è svolto tra 1991 e 1997.
È conosciuto in tutta Europa per il Festival internazionale dell'Operetta (dal 1950 al 2011). 




Teatro lirico Giuseppe Verdi Oggi 


Osmiza Verginella , Contovello

Nel 1954 il Sig. Angelo Starz era proprietario di alcune vigne, e nel 1971 ne impiantò delle altre.
Gran parte del vino prodotto veniva regalato se non addirittura buttato via allorché il nipote Dean Verginella decise piuttosto di incominciare a destinarlo alla vendita, fondando questa osmiza nel 2007.
Negli ultimi anni le pertinenze della famiglia Verginella si sono ulteriormente ampliate, ma il Sig. Dean spera di crescere ancora e far sì che quello che oggi rappresenta solamente un hobby diventi la sua prima ed unica attività lavorativa.
Di primo acchito l'osmiza ancora nasconde tutta la sua bellezza; certo, particolari sono i tavoli tra le vigne, una delle idee innovative che da subito il titolare aveva lanciato, ma proseguendo lungo i filari si potranno scorgere ulteriori tavolate su una terrazza che offre una splendida vista aperta sul Golfo di Trieste, regalando un panorama mozzafiato!
Il vino bianco prodotto all'osmiza Verginella è un uvaggio a base Malvasia con qualche percentuale di Sauvignon, Friuliano, Glera e Vitovska; anche il rosso è un uvaggio di Merlot, Cabernet e Refosco.
Oltre al vino sfuso è possibile consumare anche quello imbottigliato: il Malvasia in purezza ed il Kamelot, nome di fantasia per il loro vino rosso, composto per il 40% di Merlot, 30% di Refosco ed il restante 30% di Cabernet.
Dai Verginella sarà anche possibile acquistare dell'olio di oliva, ricavato dalla spremitura delle olive Bianchera.
Linea Autobus  n° 42
osmizaverginella@libero4.it
www.aziendaagricolaverginella.it
Le date di apertura sono soggette a variazioni. Vi consigliamo di contattare l'osmiza per verificarne l'apertura
Cell +39 348 8049335
VISTA APERTA SUL GOLFO DI TRIESTE 

giovedì 24 aprile 2014

Domenica 27 aprile 2014 Carso in bici, grotta e osmica “Paesaggi e sapori carsici” - Itinerario naturalistico ed eno-gastronomico

Domenica 27 aprile 2014

Carso in bici, grotta e osmica “Paesaggi e sapori carsici” - Itinerario naturalistico ed eno-gastronomico
- ore 10.00 ritrovo chiesetta di Slivia (Ts) per escursione (con bici al seguito in buone condizioni di manutenzione). Strada Gemina, Castelliere di Slivia, Stagno di Slivia, sentieri e borghi carsici delle eccellenze vinicole.
- ore 13.00 pranzo in osmiza c/o Agriturismo Le Torri di Slivia (Ts)
- ore 14.15 Agriturismo Torri di Slivia (Ts) visita guidata alla Grotta le Torri di Slivia, una delle cavità più affascinanti del Carso triestino.

Difficoltà: – percorso in bici  – escursionistico con sali e scendi. - visita grotta  turistica  "Grotta Le Torri di Slivia "
ll percorso prevede la discesa di 200 gradini e risalita, e per ragioni naturalistiche è debolmente illuminato dall’impianto elettrico fisso; pertanto, per ragioni di sicurezza, è obbligatorio indossare il caschetto con lampada fornito all’ingresso.
Si consiglia di indossare scarpe antiscivolo.
Durata 5 ore + sosta pranzo.
Costo: 7,00€/persona escursione naturalistica + 8,00€/persona ingresso grotta. Pranzo escluso.

Grotta Torri di Slivia 
Osmica 

martedì 22 aprile 2014

lunedì 21 aprile 2014

Mangiare Triestino Storie e Ricette

  Mady Fast racconta Trieste col pretesto della cucina.
Ma non solo variazioni sul goulash o sulla "buzara": troverete anche il paesaggio agricolo e costiero, i mercati, i caffè e i ristoranti con i frequentatori del passato e del presente, le atmosfere di Opicina, di Duino, di Miramare, le grida e le voci dei pescatori e dei venditori ambulanti.
I vapori delle pentole sono molto più, anche sensorialmente, evocativi se si sa che cosa ce dietro: tanto più per la cucina triestina, una cucina "colta" nel senso che i suoi piatti raccontano spesso una vicenda storica o geografica che si ripercorre nei sapori.
Dobbiamo insomma a Mady Fast un tipo di libro di cucina nuovo, che si può consultare col mestolo in mano o leggere come un saggio, davanti al camino.
Il mio consiglio è di usarlo in entrambi i modi." (Marco Guarnaschelli Gotti)

                                                                 

sabato 19 aprile 2014

BUONA PASQUA a Voi che colorate i miei giorni !



Luci, colori, musica, uova colorate, giochi, sorrisi, strette di mano, 
fiori, colori, viaggi... Tutto rende la Pasqua semplicemente Speciale: 
ma la gioia più grande è il pensiero di chi ci sta a cuore 
e da chi amiamo di più....
Buona Pasqua a  voi  che colorate  i miei giorni!




mercoledì 16 aprile 2014

Trieste 9 - 11 maggio 2014 Piazza di Ponterosso - ingresso libero

Mare Nordest vuole essere un momento di aggregazione per tutti gli appassionati del Mare, delle attività subacquee e del comparto nautico del nordest e alle vicine Austria, Croazia e Slovenia. 

Durante la manifestazione, oltre al villaggio dedicato alla nautica e all’economia legata al mare, l’Associazione organizza una tre giorni di seminari scientifici, gare di fotografia subacquea, esibizioni con moto d’acqua, un’operazione di pulizia dei fondali nell’area del Canale di Ponterosso e una dimostrazione di calcio pinnato. Inoltre visite giudate all’acquario, sul pontone Ursus e in cooperazione con la Riserva Naturale Marina di Miramare mini lezioni di biologia interattiva per ragazzi.

Stand e spazi espositivi sono ancora disponibili, per partecipare attivamente alla manifestazione scrivere a info@marenordest.it

Nell’ambito della manifestazione presenzieranno  come ospiti Folco Quilici che commenterà Oceani, uno dei suoi documentari appena restaurato, Nicolò Carnimeo che presenterà il suo ultimo libro Come è profondo il mare, Sergio Cechet ci racconterà la subacquea da disabile e Mike Rutzen presenterà Night Sharks.
Ospite d’onore e madrina di Mare Nordest 2014, Patrizia Maiorca.
In accordo con la FIPSAS (Federazione Italiana Sportiva Pesca ed Attività Subacquee) durante la manifestazione si svolgeranno corsi di formazione con attestazione di credito per istruttori di tutto il Centro-Nord Italia, gara fotosub valida per le qualificazioni al Campionato Italiano, una gara di safari fotografico. 

Con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica nella conservazione del nostro Ambiente, si installeranno dei maxi schermi con lo scopo di monitorare in tempo reale le operazioni di Pulizia di Fondali, per poi proiettare filmati sulle bellezze dell’ambiente marino locale.
A tal riguardo anche il mondo della scuola, contando sulla esperienze già fatte in passato dalla Trieste Sommersa Diving, verrà coinvolto con il concorso Pulire il Mare con un tocco di Colore alla sua seconda edizione. 


Nella parte finale della manifestazione inoltre è prevista una tavola rotonda sulla subacquea e sulle problematiche legate al mondo nautico e alle possibilità di sviluppo delle economie legate al mare con la partecipazione di varie aziende, scuole e club provenienti dalle vicine Austria, Croazia e Slovenia.

Per informazioni visitare il sito www.marenordest.it


martedì 15 aprile 2014

Le Rondini

Gaia Eventi ☆ Animazione a 360°

GAIA EVENTI è un'agenzia specializzata che si occupa dell'organizzazione di piccoli e grandi eventi, garantendo massima serietà ad ottimi prezzi.

Si occupa di 
feste private, inaugurazioni, battesimi, lauree, manifestazioni e congressi, matrimoni ed animazione turistica nei villaggi, 
presso 
centri commerciali, case di riposo, centri estivi, asili, scuole e ristoranti.

I principi cardine con cui opera sono 
onestà, lealtà e trasparenza 
Ascoltando e capendo sempre le esigenze del cliente,
opera rispettando le idee dei committenti 
assumendosi le responsabilità che gli competono.

La creatività e la ferrea volontà di dare sempre il massimo 
sono il punto di forza di GAIA EVENTI.

Pensiamo fermamente che si possa lavorare seriamente, divertendosi!!! 

Per informazioni : info@gaia-eventi.it
www.gaia-eventi.it
Cell.349-2118078 Christian

Luna rosa

Ore 6.10  Luna rosa sul mare 

sabato 12 aprile 2014

Horti Tergestini dal 19 al 21 aprile al Parco di San Giovanni a Trieste. 

Back again the appointment with Horti Tergestini.

On 19th, 20th and 21st April 2014 from 9 am to dusk, adults, children, and four-legged friends are invited to the ninth edition of the prestigious trade show that will take place as usual in the Parco di San Giovanni , a short walk from the center of Trieste, and as always will be free admission.
DATE:  from 19th to 21st April 2014
HOUR:   LOCATION:  Parco di San Giovanni


Giardinaggio e vita all’aperto sono anche quest'anno i protagonisti degli Horti Tergestini a Trieste. 

La manifestazione si terrà dal 19 al 21 aprile al Parco di San Giovanni a Trieste. 

L’evento prevede una mostra mercato di piante e arredi per il giardino. 


- Dalle ore 9.00 al tramonto, ingresso libero. Maggiori informazioni sul sito.

TRIESTE ORGANIZED BY:  Agricola Monte San Pantaleone - cell. 348.466 28 95 WEB: http:/ / www.hortitergestini.it

mercoledì 9 aprile 2014

Dal 25 al 27 Aprile Trofeo Ponterosso

Il Trofeo Ponterosso è una Competizione/Torneo Internazionale di Canoa Polo, nata nel 2012 per iniziativa del gruppo Canoa Polo Trieste del Circolo Marina Mercantile Nazario Sauro.
Nella splendida cornice del Canal Grande di Trieste è giunto ormai alla 3° edizione questo peculiare evento sportivo realizzato nel cuore pulsante della città in concomitanza all'arrivo della stagione primaverile.
Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e Piazza Unità d'Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Per gli appassionati, il fascino del torneo consiste soprattutto nella possibilità di trovarsi in un contesto  straordinario ed unico nel suo genere, che  consente alle squadre provenienti da tutta Europa di potersi esibire nella spettacolare cornice della Città di Trieste.
Per quanto riguarda il supporto del pubblico c'è una sempre maggiore partecipazione grazie anche alla favorevole posizione strategica del sito, un vero e proprio stadio della canoa polo, che permette a centinaia di persone di approcciarsi,  magari per la prima volta, a questo magnifico sport.

Per maggiori informazioni il sito   www.canoapolotrieste.weebly.com/trofeo-ponterosso-2014

Canoa Polo Trofeo Ponterosso

martedì 8 aprile 2014

La storia dell'Osmiza

Le osmize sono degli essenziali punti di ristoro caratteristici della Provincia di Trieste e prevalentemente dell’altipiano carsico; queste costituiscono un vero e proprio patrimonio storico e culturale locale.
La loro origine risale ancora al 1784, quando l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo emanò un editto con cui consentiva ai contadini la vendita a terzi dei prodotti di propria produzione.
Le abitazioni interessate dovevano esporre una frasca – pena la confisca della merce – la quale tutt’oggi contraddistingue queste attività e, mediante apposite frecce, fornisce agli avventori indicazioni su come raggiungerle.
Dal nome “osmiza” si evince come la tradizione si sia trasmessa negli anni; infatti l’etimologia riporta al termine sloveno “osem” – il numero 8 in italiano – ovvero i giorni di apertura inizialmente previsti per legge; oggi invece i regolamenti comunali sono più elastici a riguardo.
Siccome è molto complesso seguire le varie aperture, Osmize.com si propone quale fonte più attendibile al fine di reperire queste informazioni, con aggiornamenti quotidiani, domeniche e festivi inclusi!
Nelle osmize l’atmosfera è quella informale dell’ambiente familiare, infatti la conduzione non prevede lavoratori dipendenti.
Gli alimenti fissi sono tutti i vari insaccati derivati dal suino, mentre il vino per quanto riguarda le bevande; i vitigni tipici del Carso sono il Terrano (rosso), la Vitovska e la Malvasia (bianchi).
Le normative poi consentono ai titolari di tenere anche formaggio – purché proveniente da aziende agricole regionali – e uova sode. Alcune osmize, al fine di estendere la scelta, offrono anche verdure, sottoli e sottaceti, olive, dolci e – in ottica più giovanile – degli aperitivi preparati con i prodotti locali.

Dal sito osmize .com
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sabato 5 aprile 2014

Color Run a Trieste il 24 Maggio

Manu Chao in Concerto

Manu Chao in concerto il 27 giugno

Manu Chao in concerto a Trieste il 27 giugno 2014

 L’annuncio - anticipato da Il Piccolo - è ora ufficiale: lo spettacolo si svolgera a Borgo Grotta Gigante, quale anteprima al Festival Balkan in uno spiazzo (l'ex aeroporto) in grado di ospitare senza problemi decine di migliaia di spettatori che si prevede possano arrivare da tutto il centro Europa. 
Si tratta di un altro sensazionale colpo che renderà l’estate musicale triestina veramente senza precedenti.
Dopo i Pearl Jam (22 giugno 2014 allo Stadio Rocco) e il grande John Fogerty (9 luglio 2014 in piazza Unità) è ora il turno dell’icona della musica globale contemporanea.
 Il 27 giugno 2014  un venerdì, a Borgo Grotta Gigante i cancelli si apriranno alle 15, mentre i concerti dei gruppi d'appoggio inizieranno alle 17. 
Già iniziata la prevendita online su Ticketone.it , da sabato 5 aprile nei punti vendita autorizzati e sui circuiti di vendita inernazionali Eventim.si e OeTicket.com .

Per quei pochi che non lo conoscessero, Manu Chao è uno dei cantautori più influenti nella storia della musica contemporanea, amato e apprezzato in tutto il mondo dall’America Latina all’Oceania per i contenuti sociali dei suoi testi da sempre molto profondi, per la sua creatività cosmopolita e il suo poliglottismo (canta in inglese, spagnolo, francese, italiano e anche altre lingue, a volte anche mescolandole).
Il cantautore franco spagnolo porterà così a Trieste il suo ultimo progetto «La Ventura», accompagnato sul palco dal suo bassista storico Jean Michel Gambeat, dal chitarrista Madjid Fahem e da David Bourguignon alla batteria.
Il concerto in programma in Carso conferma ancora una volta il forte legame di Manu Chao con l'Italia. 
Dallo storico concerto all'Arena Civica di Milano nel 1991 con i Mano Negra al concerto-benefit di Genova contro il G8, senza dimenticare l'esibizione davanti a 100mila spettatori in Piazza Duomo a Milano e le altre presenze, come i concerti all'interno del carcere di Volterra, nel giugno del 2001 i festeggiamenti dei suoi 40 anni insieme a Don Gallo e alla Comunità di San Benedetto al Porto di Genova e infine i concerti della scorsa estate a Bologna, Gallipoli e Napoli.
Il concerto è organizzato dall'Associazione Culturale Altramusica con il patrocinio del Comune di Sgonico, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e Azalea Promotion

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